Per nostra fortuna, l’ente destinato al nostro stage di osservazione professionale dista soltanto poche centinaia di metri del nostro alloggio: il cosiddetto INTERNAT. Edificio dalla forma bizzarra e poco rassicurante, pienamente riconfermata una volta entrati. L'impressione che si ha è quella di trovarsi all'interno di un ospedale se non fosse che i bagni ricordano di più una caserma. È difficile credere che i numerosi liceali francesi riescano a trascorvervi interi anni scolastici.
Fattore sicuramente positivo è invece la cordialità del personale, soprattutto delle cuoche che ci servono la colazione. 
Non meno cordiale è il C.P.E. (Conseiller Principal d'Education) del Lycée de la Communication, M. Cornacchia, che coordina il nostro soggiorno in Francia assieme alle due professoresse italiane. Con lui è infatti possibile conversare di ogni argomento, dal calcio alla politica alla musica, e non obbligatoriamente in francese... grazie al suo ottimo italiano.
Abbiamo, dunque, tutto il tempo per recarci senza fretta in
questa insolita costruzione in cui ha sede la Cescom, che si occupa di offrire una valida immagine di mercato a tutte le aziende del Technopôle e di procurar loro uffici, sale o interi edifici. Il nostro tutor è niente meno che il PDG della società: Monsieur Philippe Netter che per farci meglio comprendere la struttura del Technopôle, ci conduce ai principali edifici che lo compongono, incluse le cosiddette “grandes écoles”, che per i francesi non hanno nulla a che fare con il nostro CEPU, al contrario, sono istituti specializzati di livello universitario.sembra persino superiore alla nostra), che per il suo umorismo, espresso in frequenti battute di spirito. Inoltre, il luogo destinato alla maggior parte della nostra attività è proprio il suo ufficio.
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